Dieci giorni in Corea del Sud – Il mio itinerario
Se il Giappone è il sogno di una vita la Corea del Sud ammetto che è arrivata dopo, un po’ in sordina.La cultura K-pop, la musica, le serie TV, qualche bel romanzo…
Mi sono innamorata pian piano dell’idea di un viaggio in Corea, senza avere nemmeno un’idea molto chiara di quello che avrei trovato.
Quando si è presentata l’occasione ho preso il volo, e poi ho iniziato ad immaginare un itinerario che avrebbe dovuto toccare soltanto Seoul e l’isola di Jeju.
Studiando però ho cambiato idea più e più volte, fino a decidere di lasciare da parte Jeju, a malincuore, e inserendo altre città nel mio itinerario.
Che dire? E’ stato tutto superiore alle mie aspettative: ho trovato un paese accogliente e vivace, molto facile da girare e pieno zeppo di tutte quelle piccole cose che la rendono una meta indimenticabile.
Eccovi qualche dettaglio tecnico per l’organizzazione, poi scriverò un post per ogni città.

Palazzo Deoksugung – Seoul
INDICE
Per organizzare il viaggio
– volo Lufthansa (Meno male!! Visto cosa è successo nel Golfo se avessi scelto un’altra compagnia probabilmente non sarei partita) acquistato a Settembre 2025. Scalo a Francoforte all’andata e a Monaco al ritorno.
Nota: l’aeroporto di Monaco è incredibile, in mezz’ora sono scesa dall’aereo, passata dai controlli ed arrivata al gate a prendere la coincidenza. Non credo che siano molti gli aeroporti in cui si può fare una cosa del genere.
Al momento attuale è inutile specificare il costo del volo, visto che purtroppo le cose sono destinate a cambiare (Agg. Maggio 2026).
– requisiti d’ingresso: anche per il 2026 i cittadini italiani possono entrare senza visto, ma devono compilare la arrival card online, a partire da tre giorni prima dell’arrivo in Corea. Questo è il link ufficiale
– alberghi prenotati su Booking, costo medio a notte circa 60 euro – i primi tre giorni a Seoul hanno alzato la media a causa del concerto dei BTS. Li consiglierei tutti, per motivi diversi. Forse l’unico un po’ meno interessante era quello a Busan.

colazione in camera al Jungdam hanok
– biglietti dei treni KTX acquistati su Trip .
Ho provato anche dal sito delle ferrovie coreane ma al momento di pagare non mi venivano accettate le carte, pare che sia un problema comune. Spesa totale treni 63 euro.
I posti sui KTX finiscono in fretta, in particolare nel fine settimana.
I biglietti vengono messi in vendita un mese prima della data di partenza. Vi metto il sito Korail , se volete provare.
– autobus da Busan a Jeonju acquistato direttamente al terminal Nopo di Busan a 22 euro sola andata.

Autobus per Jeonju – Ogni sedile diventa un letto
– per i trasporti nelle varie città ho usato la T Money card per un totale di circa 20 euro per i 9 giorni di permanenza.
Nota sulla T Money: al momento del mio viaggio si poteva ricaricare soltanto in contanti alle macchinette nelle stazioni o nei conbini. Si usa in ingresso e in uscita su tutti i mezzi in tutta la Corea.
– lingua: nelle zone turistiche qualcuno che parla inglese c’è. O almeno parla qualcosa che assomiglia all’inglese. Per tutto il resto c’è il traduttore. Per tradurre le scritte mi ero scaricata la app Papago ma finivo per usare quasi sempre Google Lens perché la trovo più comoda – anche se ogni tanto secondo me inventava alla grande.
– telefono: ho preso il pocket wifi direttamente all’aeroporto, senza prenotazione. Costo 22 euro, dati illimitati. Connessione ovunque – anche in metropolitana.
– prese elettriche: come le nostre
– carte: ho usato la Revolut praticamente per tutto, per evitare le commissioni nel fine settimana ho convertito gli euro in won. Accettata ovunque senza problemi.
Una nota: usano pochissimo il contactless, vi conviene portare carte fisiche. Per quanto riguarda il contante ho cambiato gli euro: è molto utilizzato ovunque.
– ingressi a palazzi reali, musei ecc ho speso al massimo 5.000 won a ingresso, spesso meno(circa 3 euro). I templi sono sempre gratuiti. Prenotazione altamente consigliata per la visita del Giardino Segreto a Seoul. (E alle Sky Capsule a Busan, a chi interessa)
– pranzi, cene e colazioni: costi bassissimi anche in locali di livello un po’ più alto.

Bibimbap
– per orientarsi e per i mezzi pubblici mi sono scaricata Naver, per i taxi ho usato Uber.
Nota su Naver: si usa esattamente come Google Maps, potete fissare i vostri punti di interesse e crearvi le vostre mappe personalizzate. Per poterlo fare vi dovete registrare – a quel punto vi apparirà Naver in inglese. Alcune cose non le troverete con i nomi inglesi, quindi vi conviene localizzarle con Google maps e poi cercarle su Naver guardando la cartina.
Cose da sapere
– i bagni pubblici sono la fine del mondo. Pulitissimi, gratuiti, si trovano ovunque. Mai trovato un paese così “amico dei bagni”.
– Cestini: tasto dolente. Per quelli sembra di essere in Giappone. Attrezzatevi con un sacchettino e preparatevi spiritualmente a portarvi dietro la vostra spazzatura per ore.
– la passione coreana per il ghiaccio. Non importa se c’è un freddo siberiano, se è mattina presto e siamo a -3, se vi vedono avvolti nella sciarpa da cui esce solo la punta del naso. Se chiedi un caffè o un cappuccino ti chiederanno sempre se lo vuoi caldo o ghiacciato. E visto che Hot diventa una cosa simile a Haaaakt e la domanda sembra inconcepibile vi troverete senz’altro spiazzati. Niente: amano il ghiaccio.
Tipicamente coreani i bicchieri pieni di cubetti di ghiaccio venduti al konbini: sopra al banco frigo sono appese le bustine di bevanda da mettere nel bicchiere.
– cosa piccola ma utile: non esiste il piano terra. O meglio, esiste ma si chiama primo piano. Utile da sapere negli ascensori.
– bagagli. Io viaggiavo leggera, avevo un trolley da cabina e uno zainetto. Vi sarà utile sapere che in Corea ci sono centomila milioni di scale e che le stanze degli alberghi sono particolarmente piccole – tenetene conto se dovete trascinarvi dietro i bagagli da una tappa all’altra. Su treni e autobus invece lo spazio per i bagagli è adeguato. Per i depositi ho usato i locker una volta sola, in albergo si sono prestati volentieri a tenere il trolley in deposito.
– Aeroporto Incheon: per la prima volta in vita mia ho trovato un aeroporto in cui si spende pochissimo. Ci sono addirittura i konbini con i prezzi allineati a quelli di Seoul.Se volete riportare a casa come pensierini anche gli snack tipici coreani vale la pena prenderli direttamente in aeroporto, senza starseli a portar dietro ovunque.
Il mio itinerario
L’itinerario:
– 3 notti a Seoul

Seoul
– 2 notti a Gyeongju

Gyeongju
– 2 notti a Busan

Gamcheon – Busan
– 1 notte a Jeonju

Jeonju
– 1 notte a Seoul

Namdaemun Market- Venditore di hotteok
Per ognuna di queste città scriverò un post dedicato, in modo da dare un’idea anche dei tempi di visita.
Col senno di poi
– avrei scelto un’altra zona per l’albergo a Busan, probabilmente Gwangalli beach
– avrei portato un power bank più potente perché il pocket wifi consuma moltissimo e spesso arrivavo a fine pomeriggio e dovevo ricaricare tutto.
– avrei preso più maschere per i piedi da Daiso. Un bagaglio intero di otto chili solo di maschere per i piedi. ![]()
Conclusioni finali
Non so esattamente cosa mi aspettavo ma quello che ho trovato mi ha stupita più e più volte.
Antica, moderna, ingenua, saggia, vivace, riflessiva. La Corea ha tutto.

Gyeongju
Al mio viaggio è mancata solo un po’ di natura – avrei voluto avere il tempo per visitare anche l’isola di Jeju o magari di fare qualche bella passeggiata sulle montagne di Seoul – ma il resto mi ha offerto molto di più di quello che immaginavo di trovare.

Seoul – Il cambio della guardia
E Seoul è entrata nelle mie metropoli del cuore: è una città in cui potrei vivere perché per essendo sconfinata è composta da mille villaggi pieni di personalità. (Come Londra e come Tokyo).
Seoul, my soul, spero di tornare presto! ![]()
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