Skopje ed Ohrid – Tre giorni in Macedonia del Nord

È così particolare a causa della sua storia particolarmente complicata: è necessario dare qualche spiegazione per inquadrarla meglio.
INDICE
Storia della Macedonia del Nord – un piccolo riassunto.
La Repubblica di Macedonia, infatti, è nata nel 1944 e faceva parte della Jugoslavia.
Con la fine della Jugoslavia nel 1991 ottenne l’indipendenza, però il nuovo stato non poteva essere riconosciuto dalla comunità internazionale a causa dell’opposizione del Governo greco.
Il problema era proprio il nome: per la Grecia la Macedonia è una regione, ed è parte della sua storia e della sua identità. Tra l’altro poi sulla bandiera della nuova repubblica c’era un simbolo (la stella di Vergina) che richiamava direttamente la dinastia di Filippo il Macedone – il padre di Alessandro Magno.
Naturalmente la Grecia non poteva farsi portare via il suo eroe nazionale e la sua identità. (Poi c’erano anche ragioni più serie, tra cui il timore che alcune cose inserite nella costituzione della nuova repubblica aprissero la via a rivendicazioni di territori greci.)
Ci sono voluti anni di trattative ma finalmente hanno trovato un nome e degli accordi che hanno messo tutti d’accordo e così nel 2019 è nata la Macedonia del Nord.
Questo serve a spiegare il bisogno di crearsi – quasi da zero – una nuova identità nazionale. Riscrivere la storia in modo da non dar fastidio ai greci ha portato ad alcune divertenti conseguenze: ad esempio la statua più grande della città NON raffigura Alessandro il Macedone. No. È un generico guerriero a cavallo, un guerriero qualunque 😅
Skopje 2014 e la città attuale
Parliamo della città adesso.
Skopje è stata rasa al suolo da un terremoto nel 1963, è stata quindi ricostruita praticamente da zero, ripensata quasi completamente.

La stazione ferroviaria, uno dei pochi edifici rimasti in piedi. L’orologio si è rotto alle ore 5:17 del 26 luglio 1963. Non è stato più riparato, in memoria delle vittime del sisma.
Questo si nota passeggiando nei larghi viali alberati della parte “europea”, è una città moderna.
Brutti, via
– io li ho ribattezzati “bruttalisti”, ma in realtà si chiamano così per il cemento armato lasciato a vista, beton brut.

Edificio “bruttalista” – l’ufficio postale centrale. Sembra il tendone di un circo, vero?
L’idea iniziale era quella di dare alla capitale un aspetto più moderno ed europeo ma qualcosa deve essere andato storto

Uno dei tre velieri in cemento armato che si trovano nel fiume Varda. Questo è abbandonato.
Adesso sembra quasi un parco a tema, roba che immagino faccia venire il mal di testa agli architetti. Edifici candidi con facciate decorate, colonne, barocco, neoclassico, centinaia di statue, lampioni in stile vecchia Europa, ponti a profusione e velieri di cemento ![]()

Cupole e colonne del Museo Archeologico
C’era la necessità di dare un’identità da vera capitale e a modo loro ci sono riusciti: adesso Skopje è inconfondibile ![]()
Pare che ci sia la volontà di smantellare alcuni eccessi: posso capire ma da turista devo dire che questi eccessi rendono Skopje straordinaria, hanno raggiunto lo scopo.

Dettaglio di una delle fontane monumentali all’ingresso dell’Old Bazar
Basta però attraversare il ponte di pietra per trovarsi in una città completamente diversa: pochi passi, le ultime quattro fontane monumentali (4 fontane enormi in pochi metri ) e inizia la parte ottomana: l’Old Bazar.
Organizzazione del viaggio e cose utili da sapere
Per il rientro in aeroporto avevo pensato di prendere il pullman ma poi ho incontrato dei ragazzi che facevano lo stesso tragitto ed abbiamo condiviso un taxi. (Costo indicativo dei taxi da e per aeroporto da 20 a 24 euro)
Escursione a Ohrid con Booking. Volendo ci sono anche i mezzi pubblici per raggiungere Ohrid ma non è agevole fare andata e ritorno in giornata – meglio prevedere almeno una notte.
Altri consigli sparsi:
3 – se avete voglia di qualcosa di dolce andate a mangiarlo nell’Old Bazar e mangiatevi il trilece. Ottima anche la baklava e i dolcetti fritti e sciropposi che vendono ovunque.
4 – controllate gli orari di apertura, ho notato che la domenica a Skopje è quasi tutto chiuso. Meglio programmare escursioni fuori città.

COSA VEDERE A SKOPJE
Piazza Macedonia
La visita della città inizia da qui, dal cuore.
Piazza Macedonia è una grande piazza interamente pedonale.
Al centro sorge l’immensa statua di Alessandro Magno, scusate, intendevo dire “Il guerriero a cavallo”.

Il guerriero qualunque
Attorno alla piazza si possono trovare bei locali – vi segnalo senz’altro il Pelister.
Le fontane la sera sono illuminate e ci sono diverse bancarelle di cibo: c’è una bella atmosfera vivace.
Dalla piazza in pochi passi si raggiunge l’Arco di Trionfo – inaugurato nel 2012 per celebrare i vent’anni dell’indipendenza.

Arco di Trionfo
La parte sud della piazza confina con il fiume Vardar: qui si trova lo Stone Bridge (Kamen Most) , uno dei monumenti più antichi della città.
Risale infatti al quindicesimo secolo, è stato costruito durante l’impero ottomano. Ha retto al terribile terremoto del 1963 e adesso è il simbolo della città.
In questa zona la vena di follia del progetto Skopje 2014 è particolarmente evidente: no, non avete le allucinazioni. C’è davvero un galeone di cemento armato nel fiume.

Il Senigallia – pazzesco
Quello è il Senigallia, hotel e ristorante, ma camminando lungofiume ne troverete altri due – al momento vuoti.
Per quanto sembri bizzarro comunque si mangia bene e c’è una bella vista: io ve lo consiglio senz’altro.

Cena con vista
Gli edifici che si affacciano sul fiume sono una profusione di colonne, dorature, stucchi e decorazioni – in molti casi palesemente finte, semplicemente attaccate alla bell’e meglio alle facciate originali.

Ponte dell’Arte, anzi: il ponte dei lampioni.
Sul Ponte dell’Arte c’è una tale concentrazione di statue e di lampioni che potrebbero bastare tranquillamente per una piccola città.
Il lungofiume è una bella zona pedonale alberata, piena di locali.
So che i miei commenti possono sembrare critici però vi assicuro che ha davvero il suo perché, di certo non ho mai visto niente del genere prima!
Old Bazar
Benvenuti in Turchia!
Le stradine dell’ Old Bazar hanno somiglianze sorprendenti con Istanbul e diventano sempre meno turistiche via via che ci si addentra, fino a raggiungere il Pit Bazar, il mercato quotidiano del cibo.

Old Bazar
Lo schema del bazar ricalca quello classico: più ci si avvicina alle moschee più aumenta il valore delle merci vendute.

Le vetrine del Bazar dell’oro – come la caverna di Alì Babà
Ci sono vie in cui vendono solo oro, montagne di gioielli appariscenti, abiti degni di una principessa.
Curiosate un po’ in giro, fra negozietti che vendono di tutto e antichi caravanserragli che aspettano solo di rivivere.

Un Caravanserraglio in via di ristrutturazione
Segnalo una piccola bottega di dolci che è famosa per la sua baklava: il negozio si chiama Baklava Angela Merkel (Sì, come la ex cancelliera tedesca. C’è pure la sua foto in vetrina)

Baklava Angela Merkel
Qui ho assaggiato sia la baklava che gli halka (che assomigliano a churros piegati ad anello): divini!!
Per il pranzo invece segnalo un classico nell’Old Bazar: la braceria Destan
Moschea Mustafà Pascià
In posizione rialzata rispetto al bazar sorge la moschea Mustafà Pascià, costruita nel 1492 per volere del visir ottomano Çoban Mustafà Pascià.

Moschea Mustafà Pascià
Purtroppo anche questa moschea è rimasta seriamente danneggiata nel sisma del 1963, ma il restauro l’ha riportata all’antico splendore.
Fortezza di Kale
La fortezza di Kale domina la città di Skopje dal sesto secolo. Scavi archeologici confermano che quest’area è abitata fin dall’età del bronzo.

Fortezza di Kale

Water Supply Tower
È possibile accedere alle mura difensive e godersi il panorama: da qui è particolarmente evidente il contrasto che c’è fra la parte nuova e la parte ottomana.
Dalle mura si possono vedere anche alcuni degli edifici brutalisti che caratterizzano Skopje – tra cui l’ufficio postale.
Al momento in cui l’ho visitata gli spazi interni avrebbero necessitato di una buona manutenzione: peccato perché questo è uno spazio molto bello, che potrebbe senz’altro essere valorizzato.
Chiesa del Santissimo Salvatore (Sveti Spas)
Nella zona dell’Old Bazar c’è questa piccola chicca nascosta: la Chiesa del Santissimo Salvatore (Sveti Spas)
La particolarità di questa chiesa ortodossa è che è stata costruita due metri sotto il livello della strada.
All’epoca infatti le leggi ottomane proibivano alle chiese di superare in altezza le moschee e per poter edificare il campanile dovettero abbassare il livello della chiesa.

Il mini campanile della chiesa sotterranea di Sveti Spas
Esternamente ha un aspetto anonimo, l’ho trovata grazie a Google Maps, e anche accedendo al cortile interno non si capisce esattamente cosa si va a visitare.
Questa piccola chiesa contiene un’iconostasi riccamente decorata che è considerata un capolavoro.
Chiesa di San Clemente d’Ocrida
Questa chiesa è davvero inconfondibile, un complesso di cupole che mi hanno fatto pensare alla casa dei Barbapapà 😅

Chiesa di San Clemente d’Ocrida
E in effetti i lavori per la costruzione di questa chiesa sono iniziati nei primi anni settanta – e i Barbapapà sono nati nel solito periodo. Non può essere un caso 😛
Scherzi a parte questo edificio mi ha colpita: l’ho trovata bella e insolita e gli interni sono davvero suggestivi e pieni di luce.

Gli interni sono molto più luminosi delle chiese ortodosse tradizionali
Degno di nota il dipinto del Cristo Pantocratore, su una superficie di ben 70 metri quadri.
Casa museo di Madre Teresa
Un piccolo memoriale che ho trovato particolarmente interessante, con foto ed oggetti appartenuti a Madre Teresa.
C’è anche il premio Nobel per la pace che le è stato assegnato nel 1979 e il suo velo bianco e azzurro, quello che fa parte della sua immagine più conosciuta.

Non avevo mai visto un premio Nobel
Ho trovato davvero originale anche l’edificio che la ospita, in puro stile Skopje (Non saprei come altro definirlo).

Edificio in stile Skopije – La casa museo di Madre Teresa di Calcutta
Madre Teresa è nata a Skopje da genitori albanesi. La sua cittadinanza viene rivendicata quindi sia dall’Albania che dalla Macedonia del Nord. Anche a Tirana ho trovato diversi monumenti e piazze dedicate a lei.

Madre Teresa di Calcutta
Questo memoriale sorge nel punto esatto in cui si trovava la chiesa in cui Madre Teresa ha ricevuto la chiamata. Al momento dell’inaugurazione erano presenti rappresentanti di religioni diverse, e di diverse etnie: un bel messaggio di pace e di unità.
Museo dell’Olocausto
L’ho scelto perché era l’unico aperto negli orari del giorno di rientro a casa e mi sono ritrovata in un museo sorprendentemente interessante e ben fatto.
Segnalo in particolare due cose che mi hanno colpita:
– la riproduzione di un vagone ferroviario come quelli che hanno portato gli ebrei macedoni al campo di sterminio di Treblinka in Polonia.
– un lampadario formato di migliaia di fili dorati. Tanti fili quante sono le persone che sono state deportate e che non sono tornate. 7.148 fili dorati.
I numeri non li capisco fino a che non li vedo.
Escursione al Lago di Ohrid
La città è piuttosto lontana, sono quasi sei ore di viaggio fra andata e ritorno. vista la durata del viaggio sarebbe meglio fermarsi ad Ohrid almeno una notte.
Lungo il viaggio non ho potuto fare a meno di notare quanto il paesaggio sia simile a quello della “mia” Garfagnana: montagne, boschi, gli stessi alberi.
Sembrava davvero di essere a casa, se non fosse stato per i minareti al posto dei campanili e le cicogne che spuntano ovunque.
Il lago di Ohrid è il più antico e il più profondo d’Europa e segna il confine fra Macedonia del Nord e l’Albania.

Lago di Ohrid
Sulle sue sponde sorge la città di Ohrid, abitata da millenni, riconosciuta come patrimonio UNESCO.
Ohrid è nota anche per la sua incredibile quantità di chiese.
Fra queste chiese ne spicca una in particolare: la Chiesa di San Giovanni a Kaneo, che grazie alla sua posizione unica su una rupe a picco sul lago è la più visitata e fotografata.

La bellissima San Giovanni a Kaneo

Tra i punti d’interesse di Ohrid ci sono anche la Fortezza di Samuil (periodo bizantino, panorama stupendo), ed il teatro romano, tuttora usato per concerti e spettacoli.

Il teatro romano di Ohrid
Degne di nota anche le caratteristiche abitazioni in stile ottomano, con le grandi finestre bordate di nero. Se ne possono vedere molte nei pressi del teatro.

Le caratteristiche case ottomane
Una di queste è visitabile, Casa Robevci: è un museo etnografico che espone mobili, costumi e oggetti tradizionali.
Le perle di Ohrid infatti non sono perle naturali ma sono il frutto di una tecnica speciale che prevede l’utilizzo delle scaglie di un pesce autoctono.
Sul corso principale noterete diverse gioiellerie che le vendono.

Una piccola moschea nel centro di Ohrid
Rispetto a Skopje Ohrid è molto più turistica, qui ho incontrato anche altri turisti europei – pochi in realtà.
Sul lungolago ci sono molti ristorantini tradizionali. Io ho assaggiato la famosa terrina di fagioli rossi al forno (Tavče gravče). Ottima anche la salsa di peperoni (Ajvar).

Tavče gravče
Fagioli rossi al forno

L’irresistibile stranezza di Skopje vale assolutamente il viaggio!
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